Abbiamo un problema (anche) con il gas radon

Articolo del giornale di Brescia del 9 Febbraio 2018.

In questi giorni l'Italia è messa sotto accusa dall'Unione Europea per le misure antismog giudicate troppo blande. Un tema particolarmente sensibile, dato che nella Pianura Padana si respira un'aria pessima, tra le peggiori d'Europa. Se non arriveranno al commissario dell'ambiente Karmenu Vella provvedimenti «puntuali e credibili» finiremo davanti alla Corte di giustizia europea, dove sono già stati deferite Bulgaria e Polonia e dove rischiano di finire altri paesi come Francia, Spagna e Germania.

C'è però un altro problema ambientale su cui ci stiamo muovendo con il consueto ritardo: si tratta del gas radon, un elemento radioattivo e cancerogeno, considerato la seconda causa del tumore al polmone dopo il fumo. Entro il 6 febbraio il nostro paese avrebbe dovuto applicare la direttiva europea che abbassa da 500 Becquerel per metro cubo d'aria a 300 Bq/m3 la media annua massima di concentrazione di tale gas negli spazi chiusi. Non solo: attualmente la legge italiana considera solo i luoghi di lavoro in fatto di controlli e eventuali bonifiche, mentre per l'Ue bisogna inserire anche le abitazioni private nella normativa.