NORMATIVA SPECIFICA

 

Note

La Direttiva n°2013/59/EURATOM del 05/12/201dovrà essere obbligatoriamente recepita nell'ordinamento nazionale dei Paesi Membri entro il 6 febbraio 2018. L'Italia da indiscrezioni è leggermente in ritardo ma prima dell'estate è previsto che la normativa sia in vigore. Cosa introdurrà la normativa è possibile desumerlo sia dalla  Raccomandazione Euratom 143/90, sia dalla LEGGE REGIONALE 3 novembre 2016, n. 30 "Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas 'radon' in ambiente confinato", emanata dalla Regione Puglia il 04-11-2016.

Scarica la DIRETTIVA n°2013/59/EURATOM del 05/12/2013


Il primo riferimento importante in Europa è costituito dalla Raccomandazione Euratom 143/90, che indicava il valore di concentrazione in aria oltre cui intraprendere azioni di risanamento per le abitazioni esistenti di 400 Bq/mc e l'obiettivo a cui tendere per le nuove edificazioni di 200 Bq/mc.

In Italia il D.Lgs 230/95 aveva introdotto la valutazione e il controllo dei livelli di esposizione dei lavoratori alla radioattività naturale per i luoghi di lavoro sotterranei, nei quali i datori di lavoro avevano e hanno l'obbligo di effettuare misure e valutazioni. Il Decreto legislativo 26/05/00 n. 241 prevede tuttora l'obbligatorietà di misure e azioni di contrasto per tutti i lavoratori che operano in lavorativi interrati e seminterrati. Sono compresi dalla norma asili, scuole, ospedali, ecc (INAIL 2013 - Una scuola senza radon).

In Lombardia il riferimento normativo per tutti gli edifici è il Decreto n. 12678 del 21/12/2011 - Linee guida per la prevenzione delle esposizioni al gas radon in ambienti indoor.

Il 17/01/2014 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea la DIRETTIVA n°2013/59/EURATOM del 05/12/2013 di radioprotezione. La nuova direttiva, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti,introduce per la prima volta obblighi per i Paesi Membri dell'Unione Europea per quanto riguarda la protezione dal Radon nelle abitazioni, nonché una più stringente protezione dal Radon nei luoghi di lavoro. 

L'art. 54 (Radon nei luoghi di lavoro) richiede agli Stati Membri di stabilire livelli di riferimento nazionali per le concentrazioni di Radon nei luoghi di lavoro che non devono superare la media annua di 300 Bq/mc. 

Anche per quanto riguarda l'esposizione al Radon in ambienti chiusi, l'art. 74 richiede agli Stati membri di stabilire livelli di riferimento nazionali che non devono essere superiori a 300 Bq/mc come media annua. Gli Stati dovranno inoltre promuovere interventi volti a individuare le abitazioni che presentano concentrazioni superiori al livello di riferimento e dovranno incoraggiare l'adozione di misure atte alla riduzione di tale concentrazione. 

L'art. 103 (Piano d'azione per il Radon) richiede agli Stati Membri di definire un piano d'azione nazionale che affronti i rischi di lungo termine dovuti alle esposizioni al Radon nelle abitazioni, negli edifici pubblici e nei luoghi di lavoro per qualsiasi fonte di Radon, sia essa il suolo, i materiali da costruzione o l'acqua in base alle considerazioni sugli aspetti individuati nell'allegato XVIII. 

La Direttiva dovrà essere obbligatoriamente recepita nell'ordinamento nazionale dei Paesi Membri entro il 6 febbraio 2018.

ARPA Lombardia pagina web dedicata al gas radon.

https://www.arpalombardia.it/Pages/Radioattivita/Radon.aspx